1944-1999

Angela Zucconi – CEPAS

Tipologia scheda:
Fondo
Denominazione:
Angela Zucconi – CEPAS
Soggetto conservatore:
Fondazione Adriano Olivetti
Soggetto depositario:
Fondazione Adriano Olivetti
Modalità di acquisizione:
Donazione e lascito.
Storia archivistica:
Il fondo Angela Zucconi / Cepas si compone di due spezzoni complementari: la parte intestata ad Angela Zucconi era conservata presso la sua casa di Anguillara Sabazia ed è stata donata da Florita Botts alla Fondazione Adriano Olivetti nel 2011 ed è costituita dalla documentazione prodotta e ricevuta nello svolgimento della sua attività in seno ai diversi progetti di comunità, sia in Italia sia all’estero; la parte intestata al Cepas era invece conservata presso la Fondazione Olivetti di Roma ed è composta da materiali di lavoro inerenti principalmente il progetto Avigliano e una parte della documentazione sul viaggio in Portorico.
Storia istituzionale:
Angela Zucconi nasce a Terni il 2 novembre 1914, secondogenita di Mario e Virginia Cecca. Trascorre l’infanzia a Bengasi dove il padre, magistrato, era stato inviato come procuratore del Re. Intorno alla metà degli anni Venti la famiglia rientra in Italia, trasferendosi prima a Trieste, dove Zucconi inizia gli studi ginnasiali presso il liceo Dante Alighieri e si appassiona allo studio della lingua tedesca, e poi a Roma. Qui, ultimati gli studi presso il Liceo Mamiani, nel 1933 si iscrive alla Facoltà di Lettere. A questo stesso anno risale la pubblicazione della sua raccolta di poesie, Viaggi senza approdo per l’editore Airoldi. Risalgono invece al 1932 i primi contatti con Sibilla Aleramo e, soprattutto, con Don Giuseppe De Luca, tramite il quale Zucconi inizia a collaborare con il quotidiano cattolico «L’Avvenire d’Italia» pubblicando, in terza pagina e a firma Ilaria, articoli di critica letteraria e recensioni a firma Ilaria. Nel 1937 si laurea in germanistica con Giuseppe Gabetti, discutendo una tesi su alcune lettere inedite della marchesa Marianna Florenzi Waddington, amante del re Ludovico I di Baviera. Tale ricerca, condotta parallelamente all’insegnamento di materie letterarie presso l’Istituto magistrale San Lodovico di Orvieto, fu all’origine dell’incontro con Leo Longanesi, che le offre l’opportunità di collaborare con le riviste «Omnibus», «Storia» e «Oggi». Ottenuta una borsa di studio, nel settembre 1938 si reca a Monaco per studiare le lettere della Marchesa Florenzi al re e parte della corrispondenza del sovrano con diverse personalità italiane, conservate presso l’archivio segreto della Casa di Baviera. In seguito all’invasione tedesca della Polonia rientra in Italia, stabilendosi a Terni. Tramite Barbara Allason entra in contatto con Benedetto Croce e trascorre il dicembre 1939 a Napoli dove il filosofo le mette a disposizione materiali inediti utili per i suoi studi. Nel marzo 1940, grazie ad una borsa di studio, si reca a Copenghen per studiare alcuni inediti di Lodovico di Baviera conservati presso il museo Thorwaldsen; ma è costretta a rientrare a causa dell’entrata in guerra dell’Italia. In questo periodo conosce Adriano Olivetti. Nel gennaio 1941 si reca nuovamente in Danimarca, con lo scopo non solo di completare la sua ricerca, ma anche di tradurre le opere di Kierkegaard per le Nuove edizioni di Ivrea. Nell’aprile 1943 Zucconi torna stabilmente in Italia. Durante la guerra riprende l’insegnamento prima a Orvieto e poi, dall’ottobre 1944, presso il liceo delle suore di Nevers di Roma. Tramite Bobi Bazlen inizia a collaborare con la casa editrice Einaudi. Qui entra in contatto con gli intellettuali vicini alla casa editrice torinese: Pavese, Felice Balbo, Franco Rodano, ma soprattutto Natalia Ginzuburg. Con quest’ultima, che si trasferisce a casa di Zucconi in Via Cola di Rienzo, progetta la pubblicazione di una rivista, mai data alle stampe, dal titolo «Arianna». Nel 1945 si iscrive all’Unione donne italiane (Udi) e partecipa al Primo Congresso internazionale della donna a Parigi come membro della delegazione italiana guidata da Ada Prospero Gobetti. Nello stesso anno lascia il lavoro presso l’editore Einaudi per partecipare, su proposta di Giuliana Benzoni, al Movimento di collaborazione civica (Mcc). Organizza fra il 1946 e il 1947 le colonie estive e i campi scuola dei giovani liceali romani. Sempre nel 1946 partecipa come rappresentante del Mcc al Convegno di studi di Tremezzo sul lago di Como. Dall’estate del 1947 ai primi mesi del 1948 si reca in Danimarca insieme a mille bambini romani ospitati grazie a un progetto di scambio organizzato dal Mcc. Nel 1948 inizia a lavorare presso il Centro di educazione professionale per assistenti sociali (Cepas) fondato dai Guido Calogero e Maria Comandini nel 1946 e sostenuto da Olivetti, dapprima svolgendo un tutorato di educazione sociale e poi, dal settembre 1949 al 1963, assumendone la direzione. Nel 1953 Adriano Olivetti, in qualità di membro della prima giunta dell’UNRRA-Casas, coinvolge Zucconi e il Cepas nel progetto di costruzione del borgo comunitario “La Martella”, nei pressi di Matera. Nel 1955 Zucconi ottiene una borsa di studio Unesco grazie alla quale parte per l’America centrale, soggiornando prima in Portorico e poi in Messico. Il viaggio è determinante sia per lo studio e l’analisi del lavoro portato avanti dalla Divisione per l’Educazione della comunità portoricana, sia per l’incontro con l’americana Florita Botts. Il modello portoricano è alla base del progetto pilota per lo sviluppo di comunità che Zucconi presenta al suo rientro in Italia, nel 1956. Il progetto, dopo un primo studio di fattibilità basato sull’esperienza intrapresa da Danilo Dolci a Partinico, prese avvio in Abruzzo, sotto l’egida dell’Unesco, nel 1958 e si conclude nel 1962. Da direttrice del Cepas Zucconi seguì attivamente i diversi progetti di sviluppo di comunità realizzati in Italia (dal progetto Sardegna a quello Cecat su Castelfranco Veneto, al progetto Shell su Borgo a Mozzano). Nel 1963 lascia la direzione del Cepas rimanendo tuttavia membro della Direzione. A partire da quella data segue attivamente il progetto Avigliano (in provincia di Potenza), avviato grazie al contributo della compagnia petrolifera Esso. In qualità di membro del comitato di Presidenza dell’Udi, Zucconi partecipa, nel 1964, alle celebrazioni per il quinto anniversario della rivoluzione a Cuba. Dal 1969 entra inoltre a far parte del Consiglio di Amministrazione della Fondazione Adriano Olivetti, di cui ricopre l’incarico di vice presidente dal 1978 al 1981. A partire dagli anni Settanta inizia la militanza nel Partito socialista italiano. Nel 1972 pubblica sulla rivista «Assistenza d’Oggi» un’indagine di tipo comparativo sulla condizione dei servizi sociali in tre grandi città italiane: Roma, Milano e Bologna. Allo stesso anno risale il suo trasferimento ad Anguillara Sabazia, in provincia di Roma. Partecipa attivamente alla vita politica e culturale della cittadina laziale e nel 1984 pubblica, per le Edizioni di Comunità, il volume Autobiografia di un Paese: la ricostruzione della storia locale di Anguillara dall’Unità d’Italia al Fascismo. Nel 2000 pubblica con l’editore L’ancora del Mediterraneo di Napoli, la sua autobiografia Cinquant’anni nell’utopia, il resto nell’aldilà. Muore ad Anguillara Sabazia il 17 novembre 2000. Il Centro di educazione professionale per assistenti sociali (Cepas) fu fondato da Guido Calogero e Maria Comandini nel 1946 in risposta all’esigenza, sentita particolarmente dopo Liberazione, di creare una rete di istituzioni dedicate alla formazione e alla preparazione degli assistenti sociali. Diretto inizialmente da Guido Calogero, dal 1949 al 1963 la guida del centro fu affidata ad Angela Zucconi e successivamente a Maria Calogero Comandini. Negli corso degli anni il centro vide la collaborazione di numerose personalità, tra cui Anna Maria Levi, Paolo Volponi, Federico Chabod, Bruno Zevi. Trasformato in Associazione nel 1952, il Centro – retto da un Comitato direttivo composto dai coniugi Calogero e Zucconi ‒ venne assorbito nel 1966 dall’Università Sapienza di Roma per confluire lentamente nel corso di Laurea in Servizio sociale (CLASS) della Facoltà di Lettere e Filosofia, presso cui è conservato l’archivio storico.
Contenuto:
Contiene materiale di diversa natura relativi principalmente all'attività di Angela Zucconi alla guida del Cepas e riguardanti i diversi progetti di comunità: corrispodnenza, opuscoli, relazioni e verbali (sia datt. che ms.).
Criteri di ordinamento:
Il fondo si presentava conservato in 5 scatole e 15 buste più alcuni fascicoli sciolti e numerosa letteratura grigia. Il materiale era suddiviso tematicamente, sulla base dei diversi progetti. Si è deciso di lasciare intatta questa organizzazione corrispondente alle modalità di lavoro del soggetto produttore. Sono stati invece accorpati i fascicoli inerenti il progetto Portorico, suddivisi in più buste e i materiali a stampa. I documenti sono stati schedati a livello di fascicolo.
Lingue della documentazione:
Italiano; Inglese; Spagnolo
Stato di conservazione:
Buono
Strumenti di ricerca:
Inventario a cura di Eleonora Lattanzi
Data di inserimento della scheda:
s.d.
Bibliografia:
Opere di Angela Zucconi: A. Zucconi, Cinquant’anni nell’utopia, il resto nell’aldilà, prefazione di Goffredo Fofi, Roma, Castelvecchi, 2015; A. Zucconi, Autobiografia di un paese. Anguillara Sabazia dall’Unita al fascismo, Roma, Bibliotheca, 1993. Opere su Angela Zucconi V. Roghi, Le scarpe rotte di Angela Zucconi (1914-2014), http://www.minimaetmoralia.it/wp/le-scarpe-rotte-di-angela-zucconi-1914-2014/; A. Bellotti, La comunità democratica. Partecipazione, educazione e potere nel lavoro di comunità di Saul Alinsky e Angela Zucconi, Collana Intangibili, Fondazione Adriano Olivetti, 2011; D. Bolognesi, Costruire le istituzioni. Il ruolo di Angela Zucconi tra impegno sociale e imprenditorialità scientifica, Roma, Edizioni associate, 2009.
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