Personalità della storia Olivetti

Title:
Personalità della storia Olivetti
Custodian:
Associazione Archivio Storico Olivetti
Archival history:
Tra il 1984 e il 1985 la Fondazione Adriano Olivetti avvia, insieme con il Comune di Ivrea, il progetto di costituzione di un Centro di Documentazione Adriano Olivetti. L’iniziativa è di Roberto Olivetti, primogenito di Adriano e all’epoca presidente della Fondazione, e di sua sorella Laura, che sviluppano così un’idea a cui il Consiglio di Amministrazione della Fondazione lavorava già dal 1982. Adriano Bellotto e Gino Giorda vengono incaricati di realizzare un primo riordino archivistico dei documenti cartacei e una catalogazione delle raccolte bibliografiche, materiali allora conservati presso Villa Belliboschi, la casa di Adriano Olivetti sulla collina di Monte Navale, oggi sede della Fondazione Adriano Olivetti a Ivrea. Si tratta di documenti riguardanti, in particolare, l’attività politica e culturale del Movimento Comunità e l’insieme delle attività promosse da Adriano Olivetti, oltre a gran parte della corrispondenza aziendale. Da questo primo censimento si sviluppa l’ipotesi di creare un Archivio Storico Olivetti, progetto che si realizza finalmente nel 1986, con il sostegno della Società Olivetti. La Fondazione Adriano Olivetti assume la Direzione Scientifica dell’Archivio, nella persona del suo Segretario Generale Giovanni Maggia. Il 30 gennaio 1987 viene depositata presso l’Archivio la parte preminente del materiale documentale attinente i Fondi della Famiglia Olivetti (con particolare riferimento a Camillo e Adriano). Il 12 marzo 1998 l’Archivio diviene un soggetto indipendente, con la firma dell’atto costitutivo dell’Associazione Archivio Storico Olivetti, e il 1° giugno dell’anno successivo la Fondazione stipula la convenzione di deposito dei proprio fondi con la nuova Associazione. Nell’ottobre 1998 gli archivi e i fondi documentari conservati in Villa Casana sono riconosciuti di “notevole interesse storico” dalla Soprintendenza Archivistica per il Piemonte e la Valle d’Aosta.
Content:
Questa sezione, di primaria importanza,  comprende i fondi relativi alle grandi personalità della storia Olivetti, a partire dalla Famiglia Olivetti: Camillo, Adriano, Massimo, Arrigo, Roberto, Dino, Silvia Olivetti e altri membri della famiglia, per una consistenza complessiva di 152,9 metri lineari, e un arco cronologico dal 1806–1986. Si tratta di documenti, manoscritti, immagini, carteggi, scritti, appunti, progetti, rapporti che raccontano la vicenda umana e di lavoro di personalità di spicco del mondo imprenditoriale, scientifico e culturale, impegnate nella tessitura di una rete significativa di relazioni e nell'appassionato tentativo di far crescere l'azienda e il territorio in tutte le sue componenti. L’Archivio conserva inoltre importanti fondi di personalità che hanno avuto un rapporto di intensa e proficua collaborazione con Adriano Olivetti e con l’impresa nelle diverse fasi della sua storia. Tra questi,  l'archivio completo dell’architetto e urbanista Ludovico Quaroni (circa 427 metri lineari) e quello del sociologo Friedrich G. Friedmann, riguardante lo studio della realtà materana dei Sassi e la successiva realizzazione del villaggio La Martella.
La ricchezza del patrimonio archivistico relativo alle personalità della storia Olivetti lo rende un punto di riferimento fondamentale non solo per gli studi economici e per la storia dell’industria e della cultura d’impresa tra XIX e XX secolo, ma anche dal punto di vista della storia politica,  della cultura, dell’editoria e del pensiero sociale, nonché dell’architettura e dell’urbanistica dell’Italia del Novecento.
Come espresso nella dichiarazione di “notevole interesse storico” della Soprintendenza Archivistica per il Piemonte e la Valle d’Aosta "l’Archivio della Società Olivetti S.p.A. e i fondi prodotti da vari esponenti della famiglia Olivetti quali Camillo, Adriano, Massimo, Arrigo, Roberto, Dino e Silvia Olivetti, nonché dalla famiglia Marxer, da diversi alti dirigenti della detta Società e da altri eminenti personaggi che operarono in rapporto con la Società stessa e coi suoi presidenti, costituiscono un complesso di fonti documentarie di grande rilevanza per la storia dell’impresa, degli uomini che la animarono, degli esponenti della dinastia olivettiana sin dalla fine del secolo XIX, del disegno politico, economico e sociale che essi svilupparono e in particolare del movimento di Comunità”.
Così il Soprintendente Guido Gentile descriveva la genesi dell’archivio nell’introduzione alla prima pubblicazione dedicata all’Archivio Storico Olivetti (1998):
 “L’iniziativa e lo sforzo, a più mani, che da anni hanno accompagnato la gestazione e lo sviluppo di un archivio storico così inteso, hanno comportato qualche cosa di più e di raro rispetto a ciò che di solito offrono gli archivi di impresa: cioè l’aggiunta di fondi, anzi dovremmo dire di distinti archivi, non appartenenti in senso proprio alla Società, ma attinenti a personalità aziendali, manageriali, nonché a personalità non olivettiane che operarono dall’esterno, in collaborazione con la Società e con Adriano Olivetti.  E ancora, e questa è una non meno rara opportunità, al complesso ora accennato si sono affiancati i fondi documentari, distinti e assolutamente autonomi anche quanto all’appartenenza giuridica, della Famiglia Olivetti e di altra a questa collegate (Marxer, Revel). Tali fondi privati si coagulano, come vuole la loro genesi storica (…)  attorno a personaggi che segnarono la storia della famiglia e insieme quella della Società Olivetti”.
Nel 2009 è stato avviato, a seguito della convenzione siglata dalla Fondazione Adriano Olivetti con la Direzione Generale per gli Archivi del Ministero per i Beni e le Attività Culturali, il progetto di schedatura, inventariazione e digitalizzazione dei Fondi Famiglia Olivetti, a partire dal nucleo più rilevante e significativo del Fondo, quello di Adriano Olivetti.
Sempre grazie al sostegno della DGA del MiBACT, l’impegno di inventariazione, ricerca e valorizzazione è proseguito anche sugli archivi aggregati Ludovico Quaroni e Friedrich G. Friedmann
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